Per far lavorare bene un gruppo è fondamentale la metodologia in quanto “ come fare e far fare”. Spesso confondiamo la metodologia con la didattica che è “ cosa faccio fare

innuova
ottobre 15, 2015

Ecco a voi il secondo articolo sul tema: Come creare e allenare una buona squadra all’interno di un’organizzazione. Oggi ospitiamo Floriano Marziali, Coordinatore Federale del Settore Giovanile e Scolastico Marche FIGC

D. Qual è il suo ruolo all’interno della FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) e che funzione ha rispetto alla gestione delle risorse umane?
R.Sono il Coordinatore Federale del Settore Giovanile e Scolastico Marche. Ho la funzione di rappresentare a livello regionale la Figc e gestire uno staff di persone composto da tecnici con diverse competenze, formatori, psicologi, medici, personale di segreteria.
D. E’ proprio così importante creare appartenenza, responsabilizzazione e flessibilità per far si che un’organizzazione, un azienda o una squadra di sportivi funzioni? Ci sono altri modi per far “funzionare le persone” rispetto al raggiungimento di un obiettivo comune?
R. L’appartenenza, la responsabilizzazione e la flessibilità sono sicuramente importanti, ma è altresì importante avere sempre ben presenti gli obiettivi da sviluppare i quali devono essere come la “stella cometa” del percorso che per me è di medio –lungo periodo visto che mi occupo di giovani.
D.C’è una caratteristica principale che ricerca in un nuovo collaboratore o collaboratrice (oltre alla competenza specifica della posizione)?
R.Che sappia spegnere la propria luce per accendere quella degli altri. Coerenza e rispetto oltre a capacità.
D. Quali sono le difficoltà più grandi che si incontrano nella gestione del personale?
R. I personalismi, il protagonismo, il voler dimostrare il proprio valore forzando la prestazione o il compito.
D. Ci sono alcune strategie, modi, procedure, strumenti che ha utilizzato in alcuni casi per far lavorare bene un gruppo di persone e che a suo avviso sono stati particolarmente efficaci?
R. Ritengo fondamentale la metodologia in quanto “ come fare e far fare”. Spesso confondiamo la metodologia con la didattica che è “ cosa faccio fare . Per la mia esperienza se non confondo questi due aspetti i vantaggi sono evidenti.
D. A suo avviso c’è una visione strategica di medio tempo per la gestione delle rispose umane (cosa servirà domani, come gestire un talento oggi che dovrà essere pronto domani…)?
R. Faccio l’esempio del talento sportivo che va riconosciuto ( non è semplice ). Bisogna accompagnarlo nel percorso di formazione senza la frenesia di anticipare i tempi che porta alla specializzazione precoce e quindi spesso al fallimento.
D. Ci sono competenze, professionalità o formazioni specifiche che dovrebbero avere chi gestisce le risorse umane?
R.Competenze riguardanti le dinamiche di gruppo. Capacità di creare un gruppo coeso e favorirne l’evoluzione. Saper assumere la funzione di guida e di sostegno, la leadership. In ambito sportivo l’allenatore è un punto di riferimento ed un modello di identificazione per i suoi ragazzi, sia sul piano agonistico che su quello umano.

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