Perché facciamo quello che facciamo?

innuova
marzo 13, 2015

cloud19Sono stata invitata da un gruppo di genitori a parlare dei problemi che oggi i giovani incontrano nell’affrontare la propria vita.

Quando degli adulti/genitori mi chiamano per parlare dei giovani /figli, mi capita di essere disubbidiente, penso che il mio contributo possa essere utile alle persone presenti, non a quelle assenti. Scrivo dunque di seguito degli adulti, ed in minima parte anche dei giovani: parlo di come sono le persone oggi e delle sfide che vivono.
Propongo alcune riflessioni sui valori e le tensioni che accompagnano le nostre vite adulte e che lasciamo in eredità ai nostri figli. In alcuni casi potremmo chiamare queste tensioni conflitti intrapersonali, causati da forze-valori contrapposti e che generano spesso malessere.
Vale la pena dire d’altra parte che questi conflitti sono frequenti, necessari e irrisolvibili.
Accennerò dunque brevemente a tre tipi di conflitti intrapersonali scelti tra quelli che più comunemente affiancano la nostra quotidianità. Citerò quindi due menzogne moderne e per ultimo parlerò delle mappe educative.

I conflitti intrapersonali
Il primo conflitto di cui vorrei parlare è quello che contrappone la ricerca del desiderio alla paura dei legami.
Il desiderio è un’energia bella, viva, è qualcosa che ricerchiamo in continuazione, la tensione della nostra vita, ciò che orienta l’agire quotidiano e che nella sua realizzazione (possedere finalmente la cosa desiderata, avere accanto la persona desiderata, raggiungere lo status voluto) perde via via di valore, si spegne e diventa impegno, limite, responsabilità, cosa già data, paura del legame.
Il secondo conflitto è quello che contrappone il valore –bisogno di sicurezza (di stabilità economica, di sentimenti, del lavoro, sicurezza abitativa, amicale, delle proprie idee ) al valore-bisogno di libertà, di cambiare, di essere liberi appunto nei comportamenti, nelle relazioni, nelle idee, nei consumi, nei tempi.
Il terzo conflitto importante è quello che vede contrapposti il valore delle cose/durevoli rispetto al valore delle cose nuove, usa e getta. E’ meglio acquistare un divano ben fatto, che costa di più, confortevole ma che chiede manutenzione oppure un divano economico (su cui investire poco in termini di cura), che quando non va più lo butto e ne acquisto un altro?

Le menzogne
Passando poi a quelle che ho definito le menzogne moderne, cito la menzogna delle connessioni e la menzogna dell’autonomia.
Le connessioni come segno di relazione. A differenza dei legami le connessioni vanno e vengono, possono spegnersi e cancellarsi senza creare dolore, sono molteplici, migliaia, non impegnano, non ci chiedono di rivelarci (su FB possiamo essere connessi con migliaia di persone e scomparire senza che nessuno ce ne chieda il conto). Il legame invece coinvolge, chiede impegno reciproco, ci interroga ogni volta, ci spinge a essere coerenti o a giustificare l’incoerenza. Chiede una relazione in presenza data da occhi e voce. Capiamo bene che le connessioni dunque non sono relazioni e non le sostituiscono perché attraverso queste impariamo poco degli altri e quasi niente di noi stessi.
Passiamo infine al concetto dell’essere autonomo, della tensione verso l’idea del farsi da se’, del bastare a se stessi. In verità noi da soli siamo insufficienti, è la nostra vita che si genera continuamente nell’incontro con l’altro e ha bisogno della relazione con l’altro. Pur se complicata, difficile, impari in alcuni casi, fallimentari in altri. Ma chi non ha fallito nella propria vita?

Stare nei conflitti (che abbiamo detto essere necessari e quasi sempre irrisolvibili) significa capire cosa ci orienta nella vita, qual è la nostra mappa. L’educatore, l’adulto, a volte anche il pari, il coetaneo, è come un disegnatore di mappe: la mappa anticipa il territorio, permette di prefigurare i percorsi, visualizzare e desiderare in anticipo le traiettorie. I percorsi suggeriti dalla mappa possono indicare comportamenti, brevi descrizioni e qualche considerazione teorica, che permettono di contestualizzare il viaggio all’interno di percorsi di vita. La mappa aiuta tutti a capire qual è il nostro obiettivo, qual è il sistema di credenze che ci permette di rispondere ai nostri bisogni.

E per ultimo un passaggio sui bisogni.
Alcuni di questi sono stati citati e sono nel buon equilibrio tra la certezza (che alla fine produce noia) e l’incertezza, quella varietà-sorpresa che a volte chiamiamo problemi ma che amiamo affrontare.
Il bisogno di sentirsi importanti in un modo che ciascuno di noi decide di rappresentare (scalare montagne, fare un viaggio da soli, cantare, prendere un brevetto di volo, saper suonare uno strumento, farsi un tatoo…).
Il bisogno di avere legami e non solo connessioni, dunque bisogno di relazioni e amore (di diversa natura, l’amore intimo, quello spirituale, quello amicale…). Il bisogno di essere appagati, dobbiamo crescere perché possiamo fare qualcosa che ha valore per noi stessi, e infine il bisogno di poter dare qualcosa che ha valore per gli altri.

Dunque conflitti, menzogne, mappe e bisogni sono i quattro temi sui quali impostare una buona riflessione sull’essere persone oggi.

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